Dicono di noi: testimonianze dei volontari

Un’Amica Lasalliana

La prima volta è stato un colpo al cuore. È stato vedere CasArcobaleno in cui piove, vedere il campo Rom, sentire le ragazze della borsa lavoro, comprendere cosa significa bilinguismo. Ero tornata a casa con il cuore carico di dolore, un dolore che faccio sempre più fatica a gestire, e che a volte è tanto grande che mi paralizza. Questa volta invece sono tornata a casa con un’emozione diversa. Un’emozione sempre tanto forte, che ho dovuto mettere da parte per due giorni prima di riuscirne a parlare. Questa volta ho visto un esercito di formiche. Io già non sono più il futuro, il mio percorso in un certo senso è già segnato, potrò fare qualcosa ma saranno goccioline. In loro invece ho grande fiducia. Lasciare il futuro a Francesco, Pierpaolo, Angela, Giulia e agli altri mi dà serenità. Tu, gli Associati, i tuoi confratelli state costruendo un piccolo, meraviglioso plotone di assalto. Questo plotone rende più leggero il dolore che provo. “C’è speranza” come hanno scritto accanto alle vele.

 

Come un Quadro

La mia felicità è vedere noi sempre insieme, come un quadro che ha tanto valore, noi abbiamo il valore di bene, uno sa valere anche con un minimo gesto, anche con una minima cosa che ha dentro al cuore la caccia è impara a valere e a dare il valore ad una cosa. Voi per me avete un valore così enorme che siete quasi, anzi no, siete una famiglia, siete una famiglia di ritrovo, di conforto, di compagnia, di divertimento e una famiglia d’amore. Non so come ringraziarvi, ho 10000000 cose da dirvi ma l’emozione che sto provando in questo momento a scrivere questa lettere a per voi è massima, essendo molto emozionato ne riesco a dire una cosa con tanti significati. Perché ho scritto questa lettera? Ho scritto questa lettera per voi, per farvi capire io quanto tenga a voi, quando vi voglio bene ad uno a uno. Avevo il bisogno di ringraziarvi, vi sento vicini come se state affianco a me, come se stessi parlando con voi. “GRAZIE A DELLE PERSONE, A DEI PROGETTI, A DEI NUOVI INCONTRI CHE TI CAMBIANO LA VITA.”

 

Insieme

Diciannove ragazzi romani e 15 ragazzi napoletani. I primi vengono dalla “upper class”, i secondi sono stati allontanati dalla scuola perché non ce l’hanno fatta a centrare l’obiettivo delle “competenze”. Da cinque anni, quello che si svolge tra gli alunni del liceo san Giuseppe De Merode e gli alunni speciali di “Casa Arcobaleno” – gestiti entrambi dai Fratelli delle scuole cristiane – non è un match di calcio con vincitori e vinti, ma una misteriosa quanto tangibile alchimia che “ti cambia la testa per sempre”, come assicurano Eleonora e Francesco, due veterani capitolini, e ti fa dire, come scrive Emanuele in una lettera riconoscente: “Voi mi avete regalato l’infinito di bene”. “Ema” l’anno scorso era uno dei ragazzi di “Io valgo”, il progetto realizzato dai lasalliani per i ragazzi di Scampia che non ce l’hanno fatta a conseguire il diploma di scuola media, e ora hanno la possibilità di centrare l’obiettivo grazie a fratel Enrico, il vulcanico motore di questa casa azzurra e fucsia in cui piove dal tetto.

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