IO VALGO 18: emozioni e speranza.

E il signore vide che era cosa buona.

E fu sera e fu mattina, primo giorno.

 

Così la Genesi racconta la creazione e con il medesimo sentimento e con i cuori colmi di speranza abbiamo iniziato l’11° anno di IO VALGO, scuola lasalliana della seconda opportunità.

Cose buone… ce ne sono state tante… l’emozione visibile negli occhi di chi si è avventurato per la prima volta tra i colori di CasArcobaleno… qualcosa di nuovo stava accadendo, non solo fuori, ma dentro ogni ragazzo o ragazza… iniziava un mondo nuovo… nuove possibilità che affioravano dal “caos” che in qualche modo li avvolgeva e li teneva come incatenati a se stessi, ad una vita “noiosa” tra letto, divano, playstation, stare sotto casa con qualche amico e vincolati all’estenuante strapotere del cellulare che è un mondo…immenso da una parte, ma intensamente limitato e chiuso.

La nuova creazione di se stessi, non più come “dispersi”, “disturbatori” o “fallimenti del sistema educativo”, ma come co-creatori del loro crescere, scopritori di meraviglie, affamati di stupore e curiosità, capaci di “stare dentro” come protagonisti e come compagni di viaggio… tutti avranno intravisto l’orizzonte, che non è unicamente l’esame, ma è molto più ampio, e tanti vi hanno riposto ogni desiderio di bene, qualcuno sarà stato comunque disilluso dalle molte esperienze pregresse, e malgrado la nostra positività non credendoci pienamente.

L’inaugurazione di IO VALGO sgorga da una miriadi d’incontri… almeno quattro con ogni famiglia; questo conoscerci, questo nostro avvicinarci decisamente e dimostrare interesse per rispondere alle reali necessitò del ragazzo, colpisce… e forse spaventa qualcuno: ancora prima di averli scelti e accolti a scuola, vogliamo parlare con loro e ascoltarli singolarmente in un colloquio a sei occhi: quattro nostri e i due del ragazzo/a; chiediamo a ciascuno uno sforzo di adultità, o meglio, gli dimostriamo che li consideriamo e li trattiamo da adulti; tutto ciò fa sgorgare necessariamente in loro quel germe di responsabilità, ma anche di fiducia, che porta qualcuno a compiere non solo un’analisi onesta della propria esperienza scolastica, ma anche un moto di sano orgoglio nell’affrontare la nuova avventura e mettere “tutte le carte in tavola” per partire con sincerità.

I genitori dei giovani, che seguono il tutto con trepidazione e ansia, ci hanno colpiti per la positiva presenza, per l’incoraggiamento generale e per aver compreso lo scopo del progetto IO VALGO: “Ho capito tutto; voi siete una comunità!” ci ha confidato un papà.

L’immagine dell’inaugurazione è stata la strada che tutti loro dovranno percorrere; alle scuole il ruolo di “segnali di direzione”, alle famiglie quello della “fonte che dona vita e che disseta” mentre noi, l’equipe” siamo il “ponte” che li aiuta a superare l’orrido che ha spezzato il cammino.

Il “Padre nostro che sei nei cieli”, il Creatore non è estraneo o assente: la sua volontà affinché ognuno si salvi e quindi si realizzi, il suo desiderio che ognuno/a sviluppi e incrementi i propri talenti, il suo amore già donato “prima di esser formati nel grembo materno” e il suo essere “il Dio con noi” è come “acqua” che disseta nella fatica, “brezza leggera” che allevia il calore, è “coraggio” che sostiene nello sforzo e “pane del cammino” per ritemprare e far continuare il sentiero, è “roccia” su cui costruire un’esperienza stabile, salda, per loro e per noi.

Il nostro sforzo comune sarà quindi quello di “raddrizzare sentieri, riempire burroni e abbassare monti”, creazione di una nuova morfologia del territorio interiore, e non solo culturale o educativo dei giovani, che coinvolgerà ognuno di noi perché dall’incontro usciamo tutti trasformati, un po’ feriti, e con la percezione certa di aver vissuto un’esperienza di Amore che supera e trascende le nostre persone e i nostri confini affettivi e relazionali.

 

“Le compagne e i compagni di viaggio” che si avventurano con noi quest’anno sono: Antonella, Daniel, Francesca, Francesca, Francesco, Gabriella, Gennaro, Luigi, Michele, Naomi, Paolo, Pasquale, Rosa, Salvatore, Teo, Vittorio.

di Enrico Muller

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *