Scampia: amicizia e servizio senza maschere

Da diversi anni CasArcobaleno ospita per qualche giorno gli studenti del “Collegio San Giuseppe – Istituto De Merode”, istituto lasalliano di Roma. Ragazzi e ragazze raggiungono Scampia per vivere un’esperienza di volontariato e comunità in un ambiente completamente diverso da quello quotidiano, a contatto con i ragazzi di “Io Valgo”; con i bambini del “Giardino dei mille colori”; o con quelli del campo rom.

Abbiamo chiesto ai ragazzi di lasciare una piccola testimonianza scritta di quella che è stata la loro esperienza. Ringraziandoli per le loro parole, riportiamo dei frammenti delle loro testimonianze, salutandoli e sperando di rivederci presto!

“La verità è che qui riesco ad essere talmente felice da riuscire a credere in me stessa quel tanto che basta a fidarmi di un altro. Qui mi riesce così facile. Solo qui. E ringrazio tutta la mia famiglia di Scampia per questo dono immenso”.

“Ritrovare il sorriso di un bimbo rom, lo sguardo di un adolescente in lotta con sé stesso, la mano di una signora che cucina con amore e dedizione per te, come se fossi un membro della sua famiglia, tutto questo ti mette a nudo […] CasArcobaleno è come una vecchia amica, davanti alla quale non hai bisogno di indossare maschere, e che in questo modo ti aiuta, tutte le volte, a ritrovare la parte migliore di te stessa“.

“Ciò che mi ha toccato di più è stato il punto di vista della comunità; ho avuto il modo, o meglio la fortuna azzarderei a dire, di conoscere più a fondo alcune persone che forse mi sarei preclusa se non avessi fatto questa esperienza […] Questa casa ha il potere di abbattere certe barriere che nella mia vita non sono state neanche sfiorate. La parola chiave potrebbe essere EMPATIA, letta nel senso profondo del termine, ossia “entrare nel dolore altrui”; atteggiamento da essere applicato sia alla sfera esterna, che sfocia nell’ambito del servizio, sia a quella interna, propria della comunità”.

Questo luogo ogni volta aggiunge un colore all’arcobaleno e mi ricorda che gli altri ci lasciano più di quanto noi gli doniamo”.

Ho visto i ragazzi di Io Valgo sorridere nonostante tutto mentre noi siamo tristi per cose insignificanti“.

A Scampia sono riuscito a comprendere il valore delle cose che fanno i miei genitori, in particolare le cose che fa mia madre […] La cosa più divertente e strana per me è che qui sono riuscito a interagire con tutti, addirittura con persone che non avrei neanche pensato di salutare e che ora siamo amici, e questa per me è stata una cosa molto bella”.

” Scampia, in questi giorni, è stata come un’oasi nel deserto per me. Ha aiutato, come sempre, a farmi distrarre dalle preoccupazioni e a farmi scoprire un’altra parte di me. Mi sono sentito molto utile. Spero di tornare presto”.

In questi giorni qui a Scampia ho trovato l’amore e l’affetto, quello vero. I ragazzi di Io Valgo mi hanno fatto capire quanta pazienza hanno i nostri professori!”

“Mentre andavo via, su una parte rialzata di strada, mi soffermai. Alzai gli occhi e vidi una sfera rosata con raggi rossi e vividi. Qualche soffice ammasso di zucchero filato qua e là colorato dalla sfera stessa, diventando rosa come lei. Ma, a un certo punto, non appena volai via un bambino mi prende la mano per accompagnarmi al pulmino che mi avrebbe portato via da lui. In un attimo ritorno alla realtà e capisco che era un semplice tramonto meraviglioso e che, se avesse alzato gli occhi, lo avrebbe visto anche lui un tramonto così, una volta ogni tanto. Sarebbe bastato salire su una piccola montagnetta di fango, evitando di scivolare, ma non evitando di sporcarsi, per poter vedere cosa ci sia oltre… Alla fine siamo qui per questo: prenderli in braccio e portarli lassù, per farglielo vedere bene, quel maledetto tramonto“.

Il fatto stesso di riunirsi in cerchio e di condividere impressioni, informazioni, gesti liturgici e preghiere, cementa le relazioni, diminuisce le distanze. Quest’anno poi è stato grande lo spirito di collaborazione tra noi, quando se ne è presentata l’occasione o è stato necessario”.

“Quel che voglio dire alla fine è: io AMO Scampia e non mi pentirò mai di questa mia scelta. Voglio tornare ancora, ancora e ancora, voglio incontrare più persone, voglio farli sorridere, voglio amare ancora di più questo luogo”.

 

 

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