Le vere parole: la testimonianza di Liliana

Ero convinta che le parole non avessero un valore. Probabilmente è vero. Sono solo lettere messe insieme, suoni che noi pronunciamo. Ma ora mi è difficile continuare a crederlo. Non posso sentire la parola “pace” senza pensare alla bandiera con i colori dell’arcobaleno appesa alla libreria di CasArcobaleno. Non posso sentire “servizio” senza pensare al campo rom, alla ludoteca di suor Edoarda, alle attività insieme ai ragazzi di “Io Valgo” e “Ci Sta”, ai tanti piatti lavati in cucina… E così tante altre parole: condivisione, serenità

Non potrò più sentire, immaginare, descrivere l’Amore senza pensare alla piccola bambina rom che con le mani sporche di fango e un braccio appena ustionato mi è corsa incontro con il sorriso e non mi ha lasciato più la mano. Se c’è qualcosa che Scampia mi ha insegnato è che fuori dalla mia zona di comfort c’è un mondo e io in quel mondo ci posso stare bene. Così vorrei concludere esprimendomi ancora con qualche riga:

Mille pensieri nella mia testa

Mille parole alla mia bocca

Mille voci alle mie orecchie

Ma passano inosservate, scompaiono

e noi siamo fermi

e non ci accorgiamo

che noi non siamo il mondo

ma il mondo è fatto di noi.

E allora mi alzerò e andrò

in cerca del significato e

non mi fermerò fino a quando

non lo vedrò attraverso 

le lacrime della mia indifferenza

PACE, AMORE, GIOIA, SERVIZIO.

Alla fine è vero, questi non sono suoni,

non sono lettere.

Queste sono le vere parole.

Liliana – Collegio San Giuseppe, Istituto De Merode

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