“Il Terzo Paradiso”: i laboratori di Grazia Simeone

In questi giorni si sta svolgendo la 10a edizione del Simposio d’Arte Contemporanea Internazionale di Scampia: artisti nazionali e internazionali hanno raggiunto Scampia per vivere e portare l’arte nel cuore di questo quartiere, attraverso lo svolgimento di laboratori volti al coinvolgimento degli abitanti del territorio di tutte le fasce d’età.

Tra i numerosi laboratori organizzati, spiccano quelli dell’artista Grazia Simeone, la quale nell’organizzazione di queste giornate, ha seguito un’idea ben precisa, rifacendosi al pensiero di Michelangelo Pistoletto e a quello che egli definisce “Il Terzo Paradiso”.

Che cos’è “Il Terzo Paradiso”? Per spiegarlo, non possiamo non citare le parole del suo ideatore e la descrizione che egli ne fa: «Il Terzo Paradiso è la fusione fra il primo e il secondo paradiso. Il primo è quello in cui gli esseri umani erano totalmente integrati nella natura. Il secondo è il paradiso artificiale, sviluppato dall’intelligenza umana, fino alle dimensioni globali raggiunte oggi con la scienza e la tecnologia. Il Terzo Paradiso è la terza fase dell’umanità, che si realizza nella connessione equilibrata tra l’artificio e la natura.
Terzo Paradiso significa il passaggio a uno stadio inedito della civiltà planetaria, indispensabile per assicurare al genere umano la propria sopravvivenza. A tale fine occorre innanzi tutto ri-formare i principi e i comportamenti etici che guidano la vita comune.
Il Terzo Paradiso è il grande mito che porta ognuno ad assumere una personale responsabilità nella visione globale. Il termine paradiso deriva dall’antica lingua persiana e significa “giardino protetto”. Noi siamo i giardinieri che devono proteggere questo pianeta e curare la società umana che lo abita.
Il simbolo del Terzo Paradiso, riconfigurazione del segno matematico dell’infinito, è composto da tre cerchi consecutivi. I due cerchi esterni rappresentano tutte le diversità e le antinomie, tra cui natura e artificio. Quello centrale è la compenetrazione fra i cerchi opposti e rappresenta il grembo generativo della nuova umanità».

Un pensiero dunque di nuova speranza per la costruzione di un mondo migliore, il quale ha molto colpito l’artista Grazia Simeone, divenuta “Ambasciatrice del Terzo Paradiso”, che, nella progettazione e realizzazione dei suoi laboratori, ha voluto mettere al centro questo simbolo e tutto ciò che rappresenta.

Il primo laboratorio svolto dall’artista è stato quello che ha coinvolto oltre 40 bambini del campo ROM di Giugliano, che stanno svolgendo un percorso di prescolarizzazione alla “Station School”, bambini che, senza alcun valido motivo, subiscono anche il contrasto della politica e delle istituzioni. Coinvolgendoli attraverso la pittura e la danza, l’artista è riuscita a parlare loro di questo pensiero, a dargli le basi per comprendere cosa significa un mondo nuovo, in cui ognuno, facendo la sua parte in piccolo, può trasformarlo e renderlo migliore.

Il secondo laboratorio è stato invece svolto con le donne di Scampia dell’associazione “Dream Team“: anche in questo caso, la partecipazione è stata massima, e, attraverso i meravigliosi strumenti dell’arte, quali la danza e la pittura, il pensiero de “Il Terzo Paradiso” si è fatto largo tra le donne di questo quartiere

Il terzo laboratorio svolto dall’artista è avvenuto in occasione dell’inaugurazione del nuovo servizio di mammografia digitale all’ASL Napoli 1 distretto 28. Anche in questo caso Grazia Simeone ha portato “Il Terzo Paradiso” tra la gente di Scampia, in un luogo significativo, svolgendo una performance che mettesse al centro ancora una volta il simbolo e il messaggio di questo pensiero.

Queste giornate laboratoriali a cura di Grazia Simeone sono state davvero importanti: attraverso il suo lavoro abbiamo capito che si può portare un pensiero rivoluzionario come quello de “Il Terzo Paradiso” anche tra i bambini ROM di Giugliano o tra la gente di Scampia, mettendoli in contatto con una modalità di pensiero nuova, la quale, attraverso la sua forza trascinante, può portare a risultati nel loro piccolo straordinari, confermando, ancora una volta, le potenzialità dell’arte in qualsiasi luogo.

 

 

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