La Station School con i bambini Rom di Giugliano

Si è conclusa ieri la fantastica esperienza della Station School, un progetto di pre-scolarizzazione che ha coinvolto oltre 50 bambini del campo ROM di Giugliano, organizzato dall’Associazione Arrevutammoce con la nostra collaborazione.

Educatori e volontari, per 40 giorni effettivi, si sono dati da fare affinché venisse data la possibilità a questi bambini di ricevere un minimo di alfabetizzazione e di regole scolastiche, in modo da rendere più agevole il loro inserimento scolastico a settembre. E se questa può sembrarvi una banalità, si tratta invece di una grande conquista: difatti, fino ad ora, i bambini Rom di Giugliano non hanno mai avuto la possibilità di frequentare una scuola vera e propria, anzitutto per motivi logistici.

La scelta di fare scuola presso una stazione ha fatto storcere il naso a qualcuno: “Ma come, una scuola a cielo aperto? Una scuola vicino ad una stazione?”. Perplessità in parte comprensibili, difatti questa fase di pre-scolarizzazione doveva svolgersi presso una scuola di Scampia, ma, a causa di problemi burocratici, ciò non è stato possibile, e piuttosto che abbandonarli nuovamente al loro destino, si è deciso di trovare questa soluzione alternativa e originale.

Non senza fatica, non senza difficoltà. Allestire una classe presso una stazione o presso una villa comunale significa trasportare e sistemare tutti i giorni banchi, sedie, panche, lavagne, quaderni e tutto il resto. Ma la gioia nel vedere questi piccoli felici di impegnarsi in qualcosa di costruttivo, l’affettuosità reciproca che si è venuta a creare nella relazione con loro, l’espressioni di felicità derivanti dalle nuove scoperte, hanno fatto sì che tutte le difficoltà venissero spazzate via.

Purtroppo questi sentimenti non sono stati condivisi dalle autorità: per ben due volte abbiamo subito l’intervento delle Forze dell’Ordine, che ci hanno intimato di liberare l’area, costringendoci di fatto a trasferirci nella Villa Comunale di Giugliano. Da Station School siamo dunque diventati Garden School, e per fortuna abbiamo potuto concludere il nostro lavoro in tranquillità, ricevendo supporto e attestati di stima dalla gente del quartiere.

In merito a questi interventi delle autorità non possiamo soprassedere sulle modalità con cui questi sono avvenuti: metodi bruschi, pistole in vista e addirittura insinuazioni sulla razza, probabilmente specchio del clima politico che stiamo vivendo. Uno spettacolo triste e osceno, che purtroppo ha allontanato alcuni bambini e genitori, che, spaventati, hanno vietato ai loro figli di tornare a scuola.

Concludo con una riflessione personale: proprio ieri ho terminato di leggere Cecità, uno dei romanzi più famosi di Saramago. Ebbene, verso la fine del libro una frase mi ha colpito molto: “Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, Ciechi che vedono, Ciechi che, pur vedendo, non vedono”.

Di questa nostra “Cecità vedente” soffrono i Rom e tutti gli altri soggetti ai margini, a maggior ragione in un contesto storico in cui si minacciano fantomatici censimenti della razza. Progetti come quello della Station School non solo dona ai bambini Rom di Giugliano la possibilità si allargare i propri orizzonti, di apprendere nuove cose, di figurarsi un futuro diverso; ma dà la possibilità a tutti noi di “riappropriarci della nostra vista”, di vedere con occhi nuovi, e non più ciechi, coloro che ideologicamente riteniamo lontani anni luce da noi, ma che invece ci sono così tremendamente vicini.

Antonio Aino

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