Le testimonianze dei ragazzi del “Gonzaga” di Milano

Settimana scorsa abbiamo ospitato per una settimana i ragazzi e le ragazze dell’istituto Gonzaga di Milano, i quali hanno deciso di vivere un’esperienza del tutto nuova, affiancando alle classiche visite guidate da gita scolastica le attività di servizio proposte da CasArcobaleno. Ringraziandoli uno a uno, ecco le loro testimonianze:

“Scampia, un luogo pieno di pregiudizi e storie non troppo rassicuranti. Scampia, un luogo pieno di persone felici, servizievoli, tranci e pronte a provare a cambiare la nomea create negli anni precedenti”.

“I sorrisi dei bambini, i loro sguardi in cerca di ammirazione e approvazione, il loro “Tu si’ o chiù forte”, tutto ciò ripagava gli sforzi che stavi facendo”.

“Ho scoperto come un semplice sorriso possa veramente cambiarti la giornata. Per esempio Salvatore, un bambino come gli altri, ma che con un semplice “Ti voglio bene, resta” mi ha fatto emozionare. In realtà non so bene cosa io abbia fatto per farmi volere bene, l’ho semplicemente aiutato a incollare un foglio, ma so che lui a me ha regalato tutto sé stesso e per questo non lo dimenticherò mai. A essere sincera, credo e spero, anzi sono sicura, che ci rincontreremo, e quando succederà sarà magico, sarà come come rivedere un familiare o una persona cara dopo tanto tempo”.

“Non mi sarei mai aspettata di legare così tanto in poco tempo con quei “piccoli mostriciattoli” come si è dichiarato Enzo appena mi ha vista. Enzo… già, lui mi mancherà più di tutti tanto che ieri una lacrima è scesa sul mio viso perché mi ha fatta sentire importante e mi ha insegnato a sorridere anche quando le cose non vanno come vorremmo noi. Luigi invece mi ha insegnato il valore della pazienza e di come, con un gesto banale quale può essere rincorrerlo, si possa rendere felici gli altri. Il piccolo angelo mi ha fatto sorridere dicendo “voglio stare con lei per il laboratorio” perché fra tutti i ragazzi aveva chiesto proprio me. Infine Medina, così piccola ma con il cuore tenero e forte, con tutti i suoi scudi protettivi che ha tolto con me, mi ha lasciato senza fiato dicendo “Voglio andare a Milano con te”, con i lacrimoni sul viso angelico e mi è spiaciuto doverla lasciare andare. […] Una parte del mio cuore rimarrà sempre qua e una parte dei cuori dei bambini la porterò via con me”.

“Sono partito da Milano con molti pregiudizi riguardo all’esperienza, pensavo che questa settimana non mi avrebbe cambiato. Prima di venire a Scampia tendevo a pensare prima a me stesso e poi agli altri, senza dargli però troppe attenzioni, quando facevo qualcosa era raro che pensassi a cosa portasse al prossimo, tendevo sempre a soddisfare me stesso. Grazie a questa esperienza ho capito che si può essere contenti anche dando, non solo ricevendo […] Quindi dopo questi cinque giorni penso che per crescere bisogna abbattere ogni tipo di pregiudizio e lanciarsi, conoscere, perché niente è scontato nella vita e niente si impara stando nel proprio mondo”.

“La fiducia a Scampia vacilla, la fiducia nell’altro, nel diverso, perché ad una prima analisi sembra non si possa fare davvero nulla per cambiare la rotta di questo quartiere, perché le persone che vivono qua hanno convinzioni così radicate, che sembrano così sbagliate e al contempo così immutabili, ma scavando un po’ più nel profondo si vede chiaramente che una fiammella risplende, e, nel buio che spesso ci circonda qui, la si vede ancora meglio. Quella fiammella è alimentata da tante persone, tante che, prima di noi e di molti altri, la fiducia non l’hanno persa o l’hanno qui ritrovata. Ho percepito molto da quelle persone: trasmetterci quella fiducia, farci entrare a braccia aperte nella loro comunità, farci capire, anche con poco, che tutti insieme si può operare il cambiamento”.

“Scampia è il luogo in cui si può fare servizio, ossia utilizzare le mani, prima di tutto sporcandotele. In un secondo momento si è portati a passare dalle mani e dai piedi al cuore. Il cuore è una vibrazione la cui frequenza ci permette di sintonizzarci su ciò che ci circonda. Attorno non si trova nulla che già non si conosca: se si guarda il mondo con gli occhi del cuore si vedono le esigenze di ognuno di essere considerati, stimati, valorizzati e amati. È nella relazione con gli altri che si capisce quanto abbiamo bisogno di amore vero e disinteressato e gratuito, un amore che non ci sminuisce, non divide, non giudica e colpevolizza, ma libera. Chi sa amare veramente sa rendere libere e autonome le persone che ama”.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *