La testimonianza dei ragazzi del Gonzaga di Milano

Lo scorso Marzo abbiamo ospitato per qualche giorno i ragazzi del Gonzaga di Milano: qui le loro parole su questa esperienza.

“Lo scorso marzo noi, ex terza scientifico B, siamo partiti con due delle nostre
professoresse alla volta di Napoli.
Abbiamo trascorso nella provincia quattro giorni, durante i quali abbiamo visitato i
monumenti e i luoghi più caratteristici. Tra questi ricordiamo il Maschio Angioino, la
Galleria Umberto I, il palazzo reale e la città di Pompei.
Nonostante la grande importanza storica e culturale di tutti questi siti l’esperienza che più
ci ha segnato ed arricchito è stata quella vissuta presso CasArcobaleno.
CasArcobaleno è una struttura, situata nel quartiere periferico di Scampia, che ha il fine di
aiutare i più e i meno giovani che sono costretti ad affrontare la dura vita del sobborgo
napoletano, dove i ragazzi sono spesso attratti e catturati dalle numerose distrazioni di tipo
di criminale che vengono malauguratamente offerte loro e compromettono così la loro vita
scolastica.
L’obiettivo dei Fratelli che gestiscono questo spazio educativo è quello di evitare che ciò
accada, infondendo in loro quanto la scuola non è riuscita a trasmettere in precedenza ed
educandoli all’importanza dell’istruzione.
Concentriamoci ora sull’esperienza da noi vissuta in prima persona presso
CasArcobaleno.
Siamo arrivati a Scampia in pullman e siamo subito stati accolti da Fratel Enrico, gestore
della struttura, che, dopo averci mostrato lo spazio, ci ha presentato alcuni dei ragazzi da
lui seguiti.
Nella stanza è subito calato un velo di imbarazzo, infatti, nonostante essi fossero nostri
coetanei, le differenze scaturite dall’approccio iniziale sono apparse come un ostacolo.
Per rompere il ghiaccio, abbiamo socializzato con diverse attività quali una partita di
calcio, qualche punto a ping-pong o due tiri a calcio-balilla.
Arrivata l’ora di pranzo abbiamo aiutato ad apparecchiare la tavola per poi mangiare tutti
assieme.
Dopo un po’ di riposo Fratel Enrico ci ha radunato per esporci il programma del
pomeriggio e raccontarci parte della storia di quella zona di Napoli.
Come ultima cosa prima di lasciare CasArcobaleno ci ha fatto compiere un gesto
simbolico facendoci sporcare le mani con la terra di Scampia a sottolineare il nostro
impegno verso il quartiere.
Successivamente ci siamo dunque recati in un oratorio poco distante. Qui abbiamo
conosciuto tanti bambini che, dopo una fase di gioco e una di merenda, abbiamo aiutato
per una lunga sessione di compiti.
Anche i bambini, come i ragazzi della mattina, avevano dei comportamenti per noi anomali
che abbiamo saputo giustificare solo in seguito, venuti a conoscenza delle loro difficili
situazioni.
Dopo qualche ora siamo stati costretti a salutarli, consci di tornare a CasArcobaleno
arricchiti.
La giornata si è conclusa con la cena e un’ultima riflessione su ciò che avevamo visto e
vissuto, dove ognuno ha esternato la propria crescita riassumendola in una parola scritta
su un cartellone.
Questa esperienza è stata per noi rivoluzionaria. Ci ha aperto gli occhi calandoci in una
realtà totalmente differente dalla nostra, che potevamo solamente immaginare.

Nonostante possa sembrare che nulla sia mutato nelle nostre vite una volta tornati a
Milano, ognuno di noi sa di aver cambiato la propria visione del mondo e il proprio sguardo
sui problemi sociali, grazie all’esempio di infinita dedizione che Fratel Enrico ci ha dato”.

 

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